In piscina o al mare per quanto si presti attenzione ai bambini è opportuno avere delle linee guida riguardo la procedura da intraprendere nel caso in cui il bambino beva molta acqua e rischi l’annegamento. La prima precauzione è quella di essere dei genitori vigili ed evitare luoghi pericolosi per i bambini tenendoli sempre sotto osservazione, bastano dieci secondi ad un bambino per annegare.
Quando un bambino beve molta acqua i sintomi sono tosse e conati di vomito in questo caso la situazione si risolve spontaneamente. Nel caso in cui invece l’acqua ingerita sia molta in quanto il bambino è stato a lungo sott’acqua la situazione può presto degenerare portandolo all’arresto cardiocircolatorio.
Bisogna intervenire subito quanto prima si effettua il soccorso si ha maggiori possibilità di salvare il bambino. In ogni caso si consiglia di chiamare il 118.
La rianimazione dei bambini di età compresa tra 1 anno e 8 anni è molto simile a quella degli adulti, tenendo in considerazione queste differenze: Se siete l’unico testimone del malore, eseguite 5 cicli di compressioni e respirazione sul bambino (dovrebbero durare in tutto circa 2 minuti) prima di chiamare l’ambulanza o usare il defibrillatore.
Nella maggior parte dei casi l’arresto cardiaco dei neonati si verifica perché manca l’ossigeno, ad esempio in seguito all’annegamento o al soffocamento. Se sapete con certezza che il bambino ha le vie aeree ostruite,
seguite la procedura di primo soccorso per il soffocamento. Se invece non sapete da che cosa è stato provocato il malore, eseguite la rianimazione cardiopolmonare.
All’inizio esaminate attentamente la situazione: date alcuni colpetti al bambino, senza scrollarlo, e guardate se reagisce, ad esempio muovendosi.
Se il bambino non reagisce seguite la procedura CAB descritta in precedenza e chiamate l’ambulanza seguendo le indicazioni seguenti: se siete l’unico testimone ed è necessaria la rianimazione, eseguite la procedura di rianimazione per 2 minuti (circa 5 cicli) prima di chiamare il 118.