D.M. 37/08 per installare o modificare un impianto sia in casa che in un luogo di lavoro è obbligatorio rivolgersi ad installatori abilitati, che rilasceranno al termine dei lavori una dichiarazione di conformità dell'impianto.
Oltre ad adeguare i propri impianti alle caratteristiche tecniche e di sicurezza previste dalle norme di legge...
...è importante conoscere i principali rischi presenti nell'ambiente domestico per prevenire gli incidenti!
Comportamenti sbagliati o difetti negli apparecchi o negli impianti elettrici possono portare diversi rischi con conseguenze più o meno gravi come cortocircuiti, fulminazioni (scosse) e incendi.
La "scossa" puo' avvenire sia per un contatto diretto (toccando un cavo scoperto o una presa) che per un contatto indiretto (toccando un apparecchio danneggiato).
Durante questo fenomeno la corrente elettrica attraversa il corpo (che è un conduttore) dal punto di entrata (il contatto diretto o indiretto con la tensione elettrica) fino al punto di uscita.
Isolando il corpo (ad esempio con scarpe con suola in gomma) si evita la fulminazione, che puo' avere conseguenze anche mortali.
Evitare il contatto con l'acqua:
Usare correttamente le prese elettriche ed i cavi:
D.Lgs 81/08, D.M. n. 37/08, norma CEI 64-8/4
L'impianto elettrico a norma deve prevedere una messa a terra di protezione.
Questa consente di proteggere dal rischio di folgorazione, tramite un dispersore collocato nel terreno.
La messa a terra di protezione non interessa solo l'impianto elettrico, ma tutti gli altri impianti e parti metalliche dell'edificio, dalle tubazioni, all'impianto idraulico, all'impianto di riscaldamento, in modo che tutto lo stabile risulti messo in sicurezza anche rispetto ad un eventuale fulmine che dovesse colpire il fabbricato.
Le prese a spina dispongono di un polo o contatto per collegarsi alla messa a terra: le prese a spina di tipo piatto (bipolari) utilizzano il polo centrale mentre quelle di tipo rotondo (shuko dette anche tedesche) utilizzano una lamella laterale.
Esistono diversi standard di spine elettriche con le rispettive prese nel mondo, queste due tipologie sono quelle comunemente utilizzate in italia.
Inserendo una spina tedesca in una presa italiana non si consente il collegamento alla messa a terra: in quel caso va utilizzato un adattatore apposito che si trova normalmente in commercio.
E' l'indicazione di conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza previsti da una o più Direttive della Comunità Europea applicabili al prodotto stesso.
Tra i prodotti presenti in casa o in ufficio l'obbligo della marcatura CE è ad esempio su: giocattoli, tutti i prodotti elettrici, apparecchi a gas o a pressione.
Prima dell'acquisto di questi oggetti, apparecchi ed elettrodomestici è quindi bene accertarsi che riportino la marcatura, che deve essere riportata sul prodotto e/o sull'imballaggio e/o sulle avvertenze d'uso che lo accompagnano.
Il marchio CE non è mai posto sull'attrezzatura in modo posticcio facilmente asportabile o cancellabile ma stampigliato direttamente sulla struttura portante dell'oggetto o apposto su di essa attraverso un'etichetta rigida fissata solidamente.
Nei prodotti elettrici il marchio CE puo' essere accompagnato da altri due simboli dal diverso significato.
Il marchio IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità) garantisce che il prodotto risponde alle norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) di sicurezza.
Il marchio a forma di doppio quadrato indica il cosiddetto doppio isolamento, cioè l'appartenenza alla classe II che, per le particolari modalità costruttive volte ad una maggiore tutela dell'utilizzatore, non richiedono la connessione di messa a terra.
Alcuni apparecchi di classe II sono: televisore, lettore DVD, lampade da tavolo, phon, caricabatterie per il cellulare, trapano.
L'impianto domestico a gas può essere alimentato dalla rete fissa (metano) oppure da bombole (GPL).
I pericoli derivanti da un installamento non corretto, dall'usura o dalla mancata manutenzione di questi impianti sono: fughe di gas, asfissia da inalazione (monossido di carbonio), esplosioni, incendi.
L'avvelenamento da monossido di carbonio puo' arrivare ad essere mortale.
E' un gas incolore, inodore, insapore e non irritante che si forma quando si brucia un combustibile in carenza di ossigeno (locali poco areati).
Comportamenti consigliati:
Cosa fare se si sente odore di gas:
dal D.M. 5 luglio 1975
L'altezza minima interna utile dei locali adibiti ad abitazione è fissata in m. 2, 70, riducibili a mt. 2,40 per i corridoi, i disimpegni in genere, i bagni, i gabinetti ed i ripostigli.
Per ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile non inferiore a mq. 14, per i primi 4 abitanti, e mq. 10, per ciascuno dei successivi.
Le stanze da letto devono avere una superficie minima di mq. 9 se singole e di mq. 14 se doppie.
Ogni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno mq. 14. Stanze da letto, soggiorno e cucina devono essere provviste di finestra apribile.
L'alloggio monostanza deve avere una superficie minima (comprensiva di servizi) di mq. 28, se per una persona, di mq. 38 se per due persone.
Gli alloggi devono essere dotati di impianti di riscaldamento dove richiesto dalla condizioni climatiche. La temperatura dell'aria interna deve essere compresa tra i 18°C e i 20°C.
Tutti i locali ed alloggi eccetto servizi igienici, disimpegni, corridoi, ripostigli devono fruire di illuminazione naturale diretta. L'ampiezza della finestra deve assicurare un fattore luce diurna medio non inferiore al 2%.
Se la tipologia di alloggio non consente di fruire di ventilazione naturale si deve ricorrere alla ventilazione meccanica centralizzata.
Va assicurata in ogni caso l'aspirazione di fumi, vapori, esalazioni prima della loro diffusione.
Il posto di cottura deve essere munito di impianto di aspirazione sui fornelli.
La stanza da bagno deve essere fornita di apertura all'esterno per il ricambio dell'aria o dotata di impianto di aspirazione meccanica.
Se sprovvista di apertura all'esterno è proibita l'installazione di apparecchi a fiamma libera.
Per ogni alloggio, almeno una stanza da bagno deve essere dotata di questi impianti igienici: vaso, bidet, vasca da bagno o doccia, lavabo.
I materiali utilizzati per le costruzioni di alloggi devono garantire un'adeguata protezione acustica agli ambienti.
È importante cercare di prevenire i furti nella propria abitazione seguendo dei semplici accorgimenti: non tenere oggetti di valore in casa, non lasciare porte o finestre aperte, in caso di assenza prolungata non farla notare, lasciare una luce accesa quando si esce.
Gli impianti d'allarme sono apparecchiature utili a segnalare un furto o un tentativo di furto, non a evitarlo: nel migliore dei casi allo scattare dell'allarme i ladri si danno alla fuga.
Nel caso di stabili particolarmente esposti al pericolo, la polizia consiglia l'allacciamento ad un allarme a distanza: l'allarme segnalato al comando di polizia più vicino fa attivare una pattuglia.
Se si è in casa, scollegare le spine di radio, computer, televisori, i cavi delle antenne, telefono e eventuali altre apparecchiature oltre all'impianto elettrico anche cavi telefonici e impianto idraulico possono essere conduttori: evitare i contatti con i rubinetti ed i tubi dell'acqua e non fare il bagno o la doccia, non usare apparecchiature elettriche e usare il telefono solo in caso di emergenza.
Se si è all'esterno della casa, trovare riparo in casa prima possibile e comunque evitare di avvicinarsi ad alberi isolati, non toccare acqua ed oggetti metallici. Come fare se si è fuori casa al momento del temporale? È possibile installare un impianto di protezione interno per la messa in sicurezza.
Un fulmine che colpisce un edificio puo' causare danni come incendi, esplosioni, rilascio di sostanze tossiche e danneggiare l'impianto elettrico, con rischio anche per le persone che lo abitano. Un impianto antifulmine è consigliabile per luoghi di culto, di pregio storico, (condomini) comunità abitative.
Le normative europee CEI EN 62305 regolano l'analisi del rischio da fulminazione
I fulmini sono delle violente scariche elettriche che si manifestano con l'emissione di luce (lampo) e suono (tuono).
Il calore di un singolo fulmine ha intensità inimmaginabile: in millionesimi di secondo la temperatura può raggiungere i 33.000 °C, quasi cinque volte la temperatura della superficie del sole.
Gli effetti prodotti sono impressionanti, può ridurre alberi in segatura, fondere i metalli delle chiese, trasformare delle catene in sbarre di ferro saldate tra loro.
Ci sono tre tipi principali di fulmini:
Solo il 20% dei fulmini che si sviluppano in un temporale tocca terra.
Altri tipi di fulmine sono:
Fisicamente il fulmine è determinato dal rapido passaggio di corrente che avviene fra due conduttori (le nuvole, la terra o altri oggetti) quando l'eccessiva presenza di cariche elettriche di segno opposto vengono a contatto una volta che l'isolante (l'aria) non riesce più a tenerle separate.
L'aria (circa 78% azoto, 21% di ossigeno) è un isolante (le molecole che la costituiscono normalmente si trovano allo stato neutro) e quindi perché ci sia il passaggio di corrente elettrica deve essere "ionizzata". Perché questo avvenga c'è bisogno di energia e all'interno di un temporale questa non manca.
Il fulmine è un processo di scarica a valanga, infatti è la stessa energia prodotta dal fulmine che ionizza le particelle d'aria circostante (gli ioni accelerati dal campo elettrico hanno energia cinetica superiore all'energia di estrazione degli elettroni e quindi producono con gli urti la ionizzazione delle particelle d'aria).
Il meccanismo della scarica si manifesta così:
La scarica di un fulmine ha una durata di millesimi di secondo è in grado di liberare una quantità enorme di energia, si possono raggiungere:
Durante le giornate di bel tempo, esiste una differenza di potenziale dai 200.000 ai 500.000 V fra la superficie della terra e la ionosfera (80 chilometri di altitudine) con associata un'intensità di corrente di circa 2 pA/m². Questa differenza di potenziale è mantenuta su valori così elevati dall'attività temporalesca in corso sulla Terra che stima in media: da 30 a 100 fulmini nube-terra in ogni secondo per un totale di circa 5.000.000 di fulmini al giorno.
i fulmini causano la formazione di ozono (avvertibile dall'odore acre) e di composti nitrici tramite l'ossidazione dell'azoto. In quest'ultimo caso si producono nel suolo gigantesche quantità di materie azotate (che lo fertilizzano).
Effetti elettromagnetici:
le scariche sono accompagnate da forti emissioni di onde elettromagnetiche che producono disturbi nelle trasmissioni radio, in particolare nel campo delle onde lunghe e medie.
I fulmini sono la seconda causa di morte per eventi atmosferici dopo le piene improvvise e le alluvioni.
Gli uomini sono colpiti quattro volte più che le donne (80 % contro il 20 %), sembra che ciò sia dovuto sia alle proprietà elettriche del testosterone (ormone maschile), sia al fatto che gli uomini svolgono maggiori attività all'aperto, spesso maneggiando oggetti metallici.
Solo il 20-30 % delle persone colpite da un fulmine muoiono. La morte avviene o per arresto cardiaco o per paralisi respiratoria.
L'effetto della scarica elettrica è quello di produrre profonde bruciature nel punto in cui è passata la corrente (tipicamente nella testa, nel collo e nelle spalle).
Le attività più a rischio durante un temporale sono:
Lavorare o giocare in terreni aperti
Se vi trovate all'aperto è sconsigliabile rimanere in acqua, essendo essa un ottimo conduttore di elettricità.
Non rimanete presso alberi, tralicci, antenne o oggetti simili perchè possono fungere da richiamo. In particolare fate attenzione agli alberi, specie se isolati, vecchi e pieni di cavità poiché la corrente passando attraverso il tronco fa evaporare all'istante la linfa provocandone l'esplosione.
Un buon rifugio è l'automobile che rimane isolata da terra con le ruote di gomma. Se vi trovate all'aperto senza ripari nelle immediate vicinanze converrà senz'altro piegarsi "a riccio" tenendo i piedi il più uniti possibile e con la testa tra le ginocchia. Infatti quando cade una saetta a terra si crea la corrente di passo, ovvero un campo di tensione che si espande verso l'esterno.
Se noi tocchiamo il suolo con entrambi i piedi tocchiamo due punti a differente tensione, quindi saremo attraversati dalla corrente. L'ideale sarebbe poggiare a terra con un solo piede...questa regola è ancora più importante se si rizzano i capelli o se sentiamo crepitii nell'aria, ciò significa che ci troviamo nella zona dell'elettricità positiva alla base del cumulonembo dove il rischio di folgorazione è massimo.
Per cui non sdraiatevi a terra perchè così aumenta la superficie a contatto con le cariche positive e quindi il rischio di essere fulminati.
Se vi trovate in casa:
Se vi trovate in mare:
Se vi trovate in montagna:
Se vi trovate su un sentiero e venite sorpresi da un temporale conviene scendere di quota e cercare un buon rifugio all'interno di una struttura metallica.
Se non ne avete la possibilità buoni rifugi possono essere:
Se siete costretti a rimanere all'aperto occorre che:
Il forte boato provocato dal riscaldamento improvviso dell'aria quando innescato dal passaggio di un fulmine viene definito tuono. Le onde d'urto sono udibili fino ad una distanza massima compresa fra 17 e 20km.
Come si riproduce il rumore del tuono?
Il tuono è un'onda d'urto che deriva dal sensibile aumento di pressione causato dall'intenso calore della scarica elettrica.
Infatti l'aria circostante si riscalda (espansione) e subito si raffredda (contrazione): questo effetto a fisarmonica provoca una violenta onda d'urto che dà origine al tuono.
Come si calcola la distanza di caduta di un fulmine in base al tuono?
La luce viaggia a 300.000.000 metri al secondo, il suono invece si diffonde nell'aria a circa 340 metri al secondo.
Questa enorme differenza, fa sì che si veda prima la scarica elettrica e successivamente si senta il frastuono prodotto dallo spostamento d'aria.
Facendo quindi un piccolo calcolo, si nota che in tre secondi il rumore del tuono avrà percorso approssimativamente 1 chilometro (3 secondi = circa 1 chilometro).
Di conseguenza sarà sufficiente conteggiare i secondi da quando vediamo scaricarsi il fulmine fino a al momento in cui udiamo il tuono, quindi dividere il risultato per tre. Quest'ultimo valore ci darà la distanza, in chilometri, che intercorre fra il luogo dove è caduto il fulmine rispetto a quello in cui ci troviamo.
Esempio: dopo aver visto il fulmine sono passati 10 secondi ed abbiamo udito il rumore del tuono.
Quindi: 10 x 340 metri al secondo = 3.400 metri